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martedì, 27 novembre 2007
2711200706927112007070














è arrivato. Stamattina atterra sulla mia scrivania un pacchetto molto speciale, che aspettavo da qualche settimana: The green marketing manifesto è l'ultimo libro di John Grant, autore di The New Marketing Manifesto, After Image e the  brand innovation manifesto. Il libro dovrebbe essere molto interessante, ma ancor di più è il modo gradevole con cui l'ho ricevuto e che mi ha portato a ricevere il libro come omaggio e per di più con dedica. Abbastanza per gongolarmi un pò e per farmelo leggere più volentieri. Si vede che arriviamo verso Natale...

Per saperne di più sui contenuti del libro, riporto per esteso il commento-recensione di Russell Davies pubblicato su campaign la settimana scorsa, a cui poco o nulla si può aggiungere:

logo_campaign
MEDIA PERSPECTIVE: WHY JOHN GRANT HAS HELPED MAKE SENSE OF THE GREEN DEBATE BY RUSSELL DAVIES, RUSSELL@RUSSELLDAVIES.COM CAMPAIGN 23-NOV-07

There are a selection of marketing books that have changed the way we talk about brands.

For instance, Adam Morgan's Eating The Big Fish was full of such useful ideas that a whole generation of marketing folk bang on about "challenger" and "lighthouse brands", even if most of them have never read it. Which is handy for the industry at large, because new terms help to extend the debate and beget new ideas. Eating The Big Fish helped us make sense of brands in an era of marketing overabundance, and pointed to solutions that weren't all about media dominance and endless repetitive message delivery. Seth Godin's Permission Marketing did the same for digital marketing. It helped us to think about new ways in which to talk with our digitally powerful customers. The Cluetrain Manifesto's implications are even now being worked out in the flow of data and conversation that surrounds Web 2.0 brands and social networks.

But until now, we've lacked a book that will help us make sense of the sudden arrival of everything green. Because it does feel sudden, doesn't it? Although activists will hold their heads in their hands and assure us we've been ignoring the obvious for years, it seems like only yesterday when sustainability was the department where you shunted all those who you couldn't fire and who wouldn't leave. But that's not the case now.

Almost overnight, every brand needs to have a sustainability strategy and every planner needs a point of view. That's why John Grant's been so smart and percipient with his new masterwork, The Green Marketing Manifesto. Not just because it's useful, readable and clever, which it is, but because it's out now, just when we need it. It is testament to his anticipatory powers that he did all this research and thinking about a topic which, let's face it, many of us thought would just be a passing fad ... as it has been before.

I suspect that John's biggest contribution to our industry and this discussion will be the work he's done in finding straightforward ways to think about complicated stuff. He's created a simple three-by-three grid, which allows us to understand and compare different green marketing objectives and different layers of societal impact and involvement. Granted, this sounds somewhat worthy and rather complicated, but it's a very useful way to think through the mire of targets, goals, initiatives and competitive analysis the average strategist will be faced with when confronting the average green
marketing plan.

And he's not just created a grid, he's also stuffed it with all sorts of useful examples which, you never know, might "inspire" you to do something similar. I'll leave you to insert your own recycling gag at this point. And also encourage you to go out and get hold of a copy of this book.

ok. Così siamo a posto con la lettura serale almeno fino a Natale.
postato da: valerioblog alle ore 19:17 | Link | commenti
categoria:green, book
lunedì, 01 ottobre 2007
Mentre ad Amsterdam questo weekend si è concluso PICNIC e per tutto ciò che vi riguarda aspettiamo qualche succulenta notizia da parte di Fluido, vi segnalo altri "2 eventi esterofili" particolarmente interessanti.

brandplanningIl primo, è buono solamente per chi si dovesse trovare a Londra oggi, 1 ottobre 2007,  o avesse la fortuna di poter tranquillamente decidere adesso, leggendo questo post, di saltare su un aereo e fondarsi direttamente lì.
“A master class in brand planning. The timeless work of Stephen King”.
Si tratta del primo di una serie di appuntamenti ed eventi per commemorare la vita ed il lavoro di Stephen King, il fondatore assieme a Pollitt del planning strategico. King è morto quasi 2 anni fa, dopo una vita dedicata al planning strategico, da lui creato nel 1957 e alla JWT. L’evento, che si terrà all’Imagination Gallery, 25 Store street, London, dalle 18 alle 20 (£50), rigurda la presentazione del nuovo libro scritto in memora di King con una serie di scritti sul planning strategico dello stesso e di altri pregevoli guru e include speakers molto interessanti come Simon Clemmow, Jeremy Bullmore, Rita Clifton, Guy Murphy e Rory Sutherland. Posti limitati, peccato non esserci. Il libro comunque sarà poi in vendita tramite l’apg






Immagine 1Il secondo evento invece, è un’altra conferenza di Haymarket, questa volta su un tema sempre attuale e a me particolarmente caro: “Youth Perspective”. Un appuntamento alla sua 12esima edizione, che cerca di dare indirizzo e spotlight interessanti su tematiche cruciali nel marketing e al comunicazione rivolta a questo target:
How has the social glue binding youth tribes changed?
How have media consumption patterns developed?
What place can mobile marketing and social networking realistically play in your campaigns?
Se qualcuno ha un investimento su se stesso da fare e lavora attivamente su brand con questo target, si tratta di soldi sicuramente ben spesi.

Rinnovo l'invito a tutti a segnalare conferenze e appuntamenti interessanti, anche in Italia e, soprattutto, nel caso vi partecipaste, a scrivermi per raccontare e condividere le vostre esperienze ed impressioni.
postato da: valerioblog alle ore 08:51 | Link | commenti
categoria:conferenze, book
giovedì, 21 dicembre 2006
047178976301_ss500_sclzzzzzzz_v59719781_Perfect Pitch – Jon Steel

Giusto tre giorni fa, lunedì 18, abbiamo chiuso il 2006 con l’ultima gara o pitch per dirla all’inglese, per un altro progetto molto interessante, di tipo integrato e non convenzionale. Gli avversari, due, sono tosti, ma anche noi, per cui ho idea che lo scontro sarà duro e sanguinoso.

Ogni volta che si approccia una gara, almeno in enfants terribles, parallelamente allo sviluppo dei contenuti strategici e creativi, si ripropone il tema di cosa presentare, come presentarlo, che tipo di strategia predisporre per la gestione e presentazione del progetto. Presentare e convincere un cliente che ha sempre meno tempo, che si distrae con gli sms, che ti fa iniziare in ritardo e finire prima, magari a cavallo del pranzo, qdo 6 in piena crisi di zuccheri, sta diventando un’impresa quasi-impossibile.

Il book-crossing del mese è dedicato all’arte della presentazione e propone questo interessantissimo libro, parte del mio pacco natalizio di Amazon, dal titolo “Perfect Pitch”, di Jon Steel.

postato da: valerioblog alle ore 17:17 | Link | commenti
categoria:book, book crossing, planning, pitch
lunedì, 18 dicembre 2006
PIC000069Tranquilli, questa volta il “pacco” non è la solita fregatura, giusta dietro l’angolo prima del Natale, ma un pacco vero e proprio, una scatola insomma. Sì perché la settimana scorsa è arrivato l’autoregalo di Natale che mi sono fatto con Amazon per risollevarmi delle fatiche di questo periodo. Acquistare da Amazon rimane sempre un’esperienza un po’ speciale, una specie di coccola: tutto è facile, immediato, rapido ed efficiente. 3 giorni dopo l’ordine, fatto comodamente dal divano di casa, portatile sulle ginocchia e mug fumante sul bracciolo,  il pacco è stato prontamente recapitato sulla porta di casa.



Contenuto?

postato da: valerioblog alle ore 09:30 | Link | commenti
categoria:relax, book
domenica, 19 novembre 2006
mgladwellauthorQuesto mese voglio segnalarvi un doppio titolo, ma un unico autore. Si tratta di Malcom Gladwell, . Un’amica che l’ha conosciuto recentemente al World Business Forum a Milano, dove era uno dei guest speaker, l’ha definito “un piccolo cantastorie” e mai definizione poteva essere più calzante. Gladwell è un personaggio altamente carismatico e dallo stile unico. Ma quello che più conta sono le sue idee e la sua capacità di leggere i fenomeni sociali che avanzano. Ah, quasi dimenticavo, di professione fa il giornalista freelance per il magazine The New Yorker e l’introduzione del suo sito, da sola serve a farci capire il tipo di personaggio, la sua integrità e la libertà di azione e pensiero che vuole sempre mantenere. Veniamo ai due libri da segnalare: “The Tipping Point” e “Blink”.

1586217453.01._SS500_SCLZZZZZZZ_V1134525688_“The Tipping Point”
è il primo libro e sicuramente quello più popolare. Un must-read per tutti. Chi non l’avesse già letto è bene che si affretti, adesso lo troverà anche in italiano.  Il libro è quello che si potrebbe definire il precursore di ogni trattato sul virale. Ancor di più, l’evidenza sociologica di come la viralità funzioni. Una lettura tutta d’un fiato, tra Maven, Seeder e vere e proprie epidemie sociologiche. La sua presenza al WBF di Milano e lo speech che ha tenuto proprio sulla genesi del virale, sicuramente avrà fatto molti proseliti tra la folla partecipante.



0141014598.01._SS500_SCLZZZZZZZ_V60599505_“Blink” è invece il suo secondo e per il momento ultimo lavoro, altrettanto speciale devo dire. “The power of thinking without thinking” è il sottotitolo di un’attenta analisi e rivelazione della fenomenologia del “blink”, cioè del battito di ciglia, di quell’istante in cui dentro di noi sentiamo che una cosa è giusta, che una decisione presa all’istante è più giusta di una attentamente soppesata e valutata.




Per chi poi volesse approfondire meglio la sua conoscenza del personaggio e delle sue riflessioni, ancorchè estemporanee, anche Gladwell ha finalmente fatto partire da qualche mese un suo blog, a questo indirizzo: Blog-gladwell .

buona lettura.
postato da: valerioblog alle ore 21:52 | Link | commenti
categoria:book, book crossing, contagio, virale
martedì, 03 ottobre 2006
cover testing to destructionMi piaceva l’idea di riservare uno spazio del blog ad una sorta di rubrica che parlasse di libri e così mi sono ispirato ai principi alla base del book crossing: la passione per la lettura e per i libri unitamente alla passione per la condivisione delle risorse e del sapere.

Pur consapevole che ciò che propongo in questo spazio è solo parente remoto del vero e puro book crossing, sono attratto dall’idea di attivare uno spazio che consenta di segnalare libri interessanti e di condividerli in rete, arrivando nel tempo a creare una sorta di biblioteca virtuale, dove il risultato finale sarà il contributo dei commenti e suggerimenti di tutti i partecipanti a questo blog.

L’idea, sicuramente ancora embrionale e da sgrezzare, prevede al momento la segnalazione ogni mese di un libro da me letto o recentemente acquistato per essere letto (quindi niente idee-regalo o libri che giacciono in panca per mesi). Contestualmente, chi legge il post potrà fare la sua segnalazione, commentare lo stesso libro se già letto e raccomandare una sua lettura preferita.


La prima uscita, parte da un libro-cult e immancabile per chiunque abbia a che fare con la comunicazione, il planning e la ricerca: Testing to Destruction – by Alan Hedges. (PS: continua a leggere per scaricarti il pdf del book)

postato da: valerioblog alle ore 18:40 | Link | commenti
categoria:book, book crossing, planning, saveyourears, kpis, ipa , apg , advertising research
lunedì, 25 settembre 2006
google generationSei maschio, hai tra i 18 e i 29 anni, con un’educazione superiore, sei benestante e cittadino, e soprattutto, vivi una vita con identità multiple, innumerevoli nickname, login e password?

Allora anche tu potresti essere parte della google generation. È la nuova generazione di cittadini del web, ma non solo, perché trattasi di persone fisiche, in carne ed ossa. La definizione, riportata come riferisce Wikipedia, nasce per definire la tribù di internet che usa la search engine come principale porta d’accesso all’informazione, ma oggi non si limita più a definire uno specifico comportamento, bensì una tipologia di individui, una generazione perfino.



Sono quelli che vivono di chat, blog, podcast, flickr, skype, ecc...  Che usano Myspace come piazza virtuale e luogo d’incontri, di chi vive sulla terra ma è sempre sicronizzato con il suo mondo virtuale, luogo di memorie e di un’altra vita. Cercano i 15Megabyte di successo, scaricano pensieri, emozioni, musica dalla rete e poi la ricaricano con i propri contenuti. Sono giovani iperconnessi, con ipod, palmari, fotocamere digitali, gadget elettronici. È questo il succo di un simpatico articolo apparso sabato scorso su D di Repubblica, intitolato “Generazione Jpod”, di Laura Lazzaroni, in cui si richiama l’ultimo libro di Coupland, dal titolo “Jpod”, in cui i protagonisti sono appunto la google generation.

Il fenomeno sta assumendo anche delle evidenti proporzioni quantitavive, tanto che una recente ricerca in america parla appunto di 36 milioni di cittadini “live web” che rispondono a questo profilo e indica in Peter Rojas, il blogger più pagato del mondo l’icona più rappresentativa. L’articolo, evidenzia anche alcune interessanti implicazioni sociologiche: gli effetti collaterali della nascita di un @lter ego virtuale, che se portati all’estremo potrebbero diventare patologici (isolamento e autismo a bassa intensità!), la ridefinizione del concetto di privacy nel senso vero della parola (in un mondo in cui tutto è condiviso) e la ricerca di una vita alternativa, soprattutto tra i giovani, per paura del contatto fisico.
postato da: valerioblog alle ore 14:30 | Link | commenti
categoria:internet, futuro, google, articolo, book, repubblica, wikipedia, myspace, laura lazzaroni, peter rojas