Il weekend scorso sono stato a Berlino. Sono rimasto 4 giorni e nonostante il freddo l’ho girata in lungo e in largo, soprattutto a piedi. Ho osservato molto, esplorando soprattutto le zone centrali, Mitte, Kreutzberg, Rosenthal strasse, Karl-Marx allée e via dicendo. Mi è piaciuta molto, al punto che mi è venuto spontaneo fare il confronto con un’altra città che amo, Londra, dove sono stato anche qui di recente. Pur essendo molto legato a quest’ultima e pur rimanendo la città dove tornerei a vivere immediatamente, devo riconoscere che sono stato colpito così fortemente da Berlino, sia a livello di ragione che di inconscio, da considerarla oggi come la città più interessante dell’Europa occidentale.
Mantenendo il parallelo con il mio benchmark londinese, ho giocato attorno a questa cosa provando a definire le differenze fra le 2 città e a capire perché Berlino mi sia rimasta così impressa.
Londra è una metropoli marketing-oriented, Berlino è decisamente life-oriented.
Londra è finance, business, vita frenetica e stressante, Berlino è qualità della vita, a misura d’uomo, sviluppo sostenibile, con un ritmo più rilassato.
Londra è sparata verso il futuro, Berlino sta finendo di fare i conti con un passato recente molto concitato.
Londra è un melting pot culturale, Berlino sta riuscendo nell’impresa di armonizzare e riunificare in una
città due volti per anni contrapposti di una nazione.
Londra è hot, Berlino è cool.
Londra è design, Berlino è street.










L’impressione che mi è rimasta è che a Berlino ci sia elettricità nell’aria, sia dove oggi c’è il vero buzz, il fermento culturale, artistico e anche imprenditoriale. Un cocktail stranissimo, una città che è stata completamente rasa al suolo 60 anni fa, che è stata divisa in due da un muro, con Berlino ovest che di fatto era un foruncolo all’interno della DDR, che neanche 20 anni fa si è riunita e ha avviato un imponente processo di riunificazione, non solo politica, ma soprattutto culturale. 2 mondi contrapposti e divisi, adesso alla ricerca di un’identità comune. Una città dove il 50% della popolazione ha meno di 40 anni. Un cantiere aperto: demolizioni e riammodernamenti da una parte, nuove costruzioni e architettura d’avanguardia dall’altra. Una città, che dopo 40 anni, torna ad essere la capitale di una delle più grandi potenze economiche mondiali e si trova nella necessità di doversi adeguare, anche in termini di estetica, di infrastruttura e di società. Una Berlino Ovest che non aveva molto da dire ed è diventata l’epicentro e il simbolo della Berlino più moderna, una Berlino est che era simbolo di povertà e degrado, ed oggi viene riscoperta e rivalutata quale teatro della parte più creativa ed espressiva della città.
Ovviamente, rimangono impressioni, solamente memorie di 4 giorni di viaggio, ma tanto è bastato per avermi fatto sentire che Berlino è una città viva e molto interessante. Non sarà un caso no?





è da un pò che ho in mente un weekend lungo fuori porta, per ripulirmi il cervello e cercare qualche qualche nuova ispirazione. E questa volta, per ragioni strettamente personali potrei riuscire a organizzare un miniblitz, una fuga verso la fine del mese di novembre. Date previste: 17-19 novembre. Destinazione Berlino, che da tempo mi incuriosisce e mi intriga.
, ma non è una discriminante.