
Scusate il momento auto-celebrativo di questo post, ma ogni tanto un po’ di gratificazione fa bene all’ego e al morale. Ieri sera c’è stata la serata di premiazione degli NC awards 2009 e c’eravamo anche noi, in veste di contendenti e di premiati.
Premetto che la serata, almeno per me, è stata particolarmente singolare perché tutto è cominciato qualche ora prima in riunione da un cliente che ci ha fatto andare lunghi, per cui alcuni (io e maurizio) sono dovuti rimanere, altri (riccardo) sono andati in avanscoperta alla serata per evitare il rischio di essere chiamati sul palco e di non vedere nessuno salirci. E infatti è andata proprio così: la riunione è finita tardi e quando siamo arrivati all’auditorium, location dell’evento, tutto si era già compiuto e ho trovato ricky sprofondato nella poltrona con due dei i suoi bei premi in mano:
1. Premio Agenzia dell’anno, “Davide contro Golia”
2. primo premio nella categoria eventi con FROZENMI per Ardo-Gruppo Merloni;
ai quali si aggiungono anche :
3. terzo premio nella categoria ambient, con la GIGAPECORA di Chinò Sanpellegrino;
4. terzo premio nella categoria viral, con FUTURECHAMPIONS di Gillette – P&G.
Ora, per quanto molti già sappiano la mia personalissima opinione su questi premi e il loro valore comparativamente ai leoni di Cannes, agli IPA awards o ad altri premi internazionali, gli NC awards sono il risultato di una scelta da parte nostra, avvenuta dopo un attento processo di selezione e di sperimentazione di quello che il panorama italiano offriva in quanto a premi. E così, da 3 anni a questa parte, gli NC awards sono il contest a cui abbiamo deciso come agenzia di iscrivere i progetti, vuoi per il forte orientamento espresso da questa competizione verso la nuova comunicazione, i new media e il non-convenzionale, vuoi per l’impostazione rigorosa che sembrano aver dato alla giuria e ai criteri di valutazione dei progetti, vuoi perché alla fine ci stanno portando bene (da 3 anni vinciamo almeno in una categoria del non convenzionale e ci piazziamo con ogni progetto iscritto!!!).
Quest’anno poi, è stato un raggiunto anche un altro traguardo che in qualche modo legittima in maniera un po’ più pubblica tanti sforzi e il lavoro di sviluppo e di trasformazione dell’agenzia in questi anni, nonché la bontà dell’approccio e i risultati ottenuti: il premio agenzia dell’anno, “Davide contro Golia”, assegnato all’agenzia indipendente che nel 2008 ha espresso la migliore performance nel mercato della comunicazione in termini di dinamismo, capacità di interpretare i cambiamenti in atto, e new business. E’ un premio che vale per quello che è, come riconoscimento ufficiale. Non porta denaro o new business (forse solo i leoni di Cannes lo riescono ancora a fare oggi), ma indubbiamente serve a smuovere un panorama pubblicitario italiano decisamente piatto, interrotto solo da sempre più frequenti gole profonde e nient’altro.
La parte più bella della serata però, che rimpiango di aver perso ma che non ci sarebbe stata se io fossi stato presente, è stato lo show di ricky, uno dei miei 2 soci (ndr quello simpatico ;) ) Infatti, trovatosi a salire sul palco da solo per ben due volte, in quanto noi eravamo ancora nel bunker del cliente, ricky si è prodotto in una serie di dichiarazioni che hanno ribadito ancora una volta il nostro spirito “terrible”, irriverente e indipendente. Ricky infatti, non si è risparmiato nello spiegare i vantaggi del nostro approccio account-free e le ragioni che lo hanno determinato e che lo sostengono tuttora. Ma questo tema, come sempre succede quando viene sollevato, genera un’immediata polarizzazione: account e manager d’agenzia che si impermalosiscono, si offendono, perfino si incazzano e ci giurano guerra e vendetta; creativi e planner, che spesso condividono il pensiero ma devono cautamente atteggiarsi per non scatenare conflitti interni o situazioni imbarazzanti. Tutto questo ovviamente senza entrare nei toni più seri e importanti del dibattito, che noi siamo sempre pronti a sostenere, ma restando nella superficie di un contradditorio che per molti, me compreso, rimane simpatico e d’intrattenimento (perché rivela una generica ma ineludibile verità), ma per altri difenda un’onta indelebile. E così, sceso dal palco, ricky aveva innescato una piccola bomba a orologeria, che da lì in poi è esplosa diverse volte nel prosieguo della serata, quando a turno gli astanti che salivano sul palco si sentivano in dovere di prendere una posizione rispetto alle sue affermazioni: encomiabile Peccerillo, big cheese di DDB, che si è sentito nella assoluta necessità di rifiutare il nostro approccio e plaudire il valore e contributo che i suoi account d’agenzia portano ai progetti e ai loro clienti. E poi altri, Masi, la stessa Selvaggia… tutti avevano in mente questa cosa degli ET-account-free. Insomma, il resto della serata ha fatto di ricky una star, salutata da un sacco di nuovi amici, che durante il cocktail di fine premiazione gli paccavano la spalla e chiedevano l’high-five, e di altrettanti o forse più nuovi nemici, che dal profondo esprimevano un silente rancore verso il nostro uomo e quello che rappresentava.
Ricky, hai riacceso la fiamma, adesso verranno a cercarci, come l’ultima volta, ricordi savetheaccount? ;)))
postato da: valerioblog alle ore 18:31 | Link | commenti
categoria:italia, riflessioni, amici, advertising, premi, 2009
categoria:italia, riflessioni, amici, advertising, premi, 2009







Ieri è iniziato l’Avvento, ci avviciniamo al Natale e dovremmo cercare di essere tutti in po’ più buoni, in famiglia, con gli amici, al lavoro… Questi bei propositi e buoni sentimenti mi danno lo spunto per avviare una riflessione abbastanza seria che sto portando avanti da un po’ di tempo. Tutto è partito da una visita un paio di mesi fa presso amici per un weekend di festa. Nei due giorni in cui siamo stati assieme, nello spirito della festa e del casino, ma anche nella spontaneità dei gesti e delle cose che si dicevano, degli amici che ti circondavano, mi è entrato un sassolino nella scarpa.
È partita da ieri l’ultima “foolish production by ebolaindustries”, un altro momento di cazzeggio e diletto del nostro top director “buschissimo”. Anche lui è un altro contagiato, dalla doppia a ambigua personalità: di giorno pubblicitario e creativo stimato e riverito, di notte untore e produttore di virus da iniettare nella rete.