E sony ci riprova ☺ è on air da una settimana negli USA e sta già facendo il giro della rete il nuovo spot Sony. In cabina di regia c’è sempre Fallon, e ancora una volta assistiamo ad una produzione ciclopica e alla conquista di una nuova città: Miami. Poco meno di un mese fa avevo già raccontato con alcuni teaser fedeli alla comprovata strategia Sony di seeding “virale” pre-lancio, cosa stava arrivando. E adesso il film è qui:
Le mie reazioni a caldo:
la campagna mi piace molto, per l’idea, la realizzazione e il mood quasi contemplativo, calmo, che mette un’insolita pace. Alcuni a cui l’ho mostrata hanno criticato la musica, ritenendola poco incisiva, a me invece piace, come nel caso di Balls. Certamente, continuare a sorprendere e ad alzare l’asticella dopo Balls, Paint e Play-Doh non è affatto facile e in qualche modo anche il nostro palato si fa sempre più difficile ed esigente. Ma senza i precedenti citati, diremmo indubbiamente che è una campagna da Leone a Cannes se non da Grand Prix.
Esecutivamente anche questo film, come i precedenti è ineccepibile ed evidenzia come certe produzioni e certi risultati siano oggi concepibili solo pensando su scala globale. Un plauso a Fallon, al regista Simon Ratigan e a tutta la crew che sta conquistando diverse città del mondo, da San Francisco, a Glasgow, a New York e adesso Miami, facendo diventare le città dei veri e propri set dove succede qualcosa che prende letteralmente d’assalto il contesto urbano in cui si svolge. Non più solo scenario, ma ambiente con cui interagire.
E ancora una volta, rimane molto interessante, anzi si consolida come un vero e proprio filone strategico di comunicazione, l’approccio media alla produzione dello spot, con teaser, snippet, snapshot e ogni altra possibile forma di anticipazione o gossip che alimentano l’aspettativa e le conversazioni attorno alla prossima campagna Sony ben prima del suo on air. Anzi, in qualche modo, l’on air sembra quasi la conclusione di un percorso partito da ben più lontano e tanto tempo prima. E anche su questo fronte, Sony aggiunge qualche elemento di novità in ogni progetto. Questa volta ad esempio, si vocifera che durante le riprese fossero stati invitati una serie di “blogger-inviati speciali”, oltre che gente comune, cui è stata data una cybershot o una handycam per filmare e fotografare quanto accadeva attorno a loro. I contributi poi sarebbero stati raccolti ed integrati nello spot. Non tanto user generated content quindi, quanto interazione e co-produzione, oltre che una pregevole azione di pr e blogosfera con l’obiettivo di creare un gruppo di fedeli sostenitori.
Infine, a livello strategico e concettuale, vale la pena registrare un cambiamento importante: questa volta dal mondo del colore di Bravia, si passa a quello delle immagini di Cybershot e Handycam. È molto interessante rilevare quindi come l’approccio strategico a questo stile di comunicazione da parte di Sony si stia allargando anche ad altre categorie, lavorando quindi anche a livello di brand in maniera coerente ed organica.
Le mie reazioni a caldo:
la campagna mi piace molto, per l’idea, la realizzazione e il mood quasi contemplativo, calmo, che mette un’insolita pace. Alcuni a cui l’ho mostrata hanno criticato la musica, ritenendola poco incisiva, a me invece piace, come nel caso di Balls. Certamente, continuare a sorprendere e ad alzare l’asticella dopo Balls, Paint e Play-Doh non è affatto facile e in qualche modo anche il nostro palato si fa sempre più difficile ed esigente. Ma senza i precedenti citati, diremmo indubbiamente che è una campagna da Leone a Cannes se non da Grand Prix.
Esecutivamente anche questo film, come i precedenti è ineccepibile ed evidenzia come certe produzioni e certi risultati siano oggi concepibili solo pensando su scala globale. Un plauso a Fallon, al regista Simon Ratigan e a tutta la crew che sta conquistando diverse città del mondo, da San Francisco, a Glasgow, a New York e adesso Miami, facendo diventare le città dei veri e propri set dove succede qualcosa che prende letteralmente d’assalto il contesto urbano in cui si svolge. Non più solo scenario, ma ambiente con cui interagire.
E ancora una volta, rimane molto interessante, anzi si consolida come un vero e proprio filone strategico di comunicazione, l’approccio media alla produzione dello spot, con teaser, snippet, snapshot e ogni altra possibile forma di anticipazione o gossip che alimentano l’aspettativa e le conversazioni attorno alla prossima campagna Sony ben prima del suo on air. Anzi, in qualche modo, l’on air sembra quasi la conclusione di un percorso partito da ben più lontano e tanto tempo prima. E anche su questo fronte, Sony aggiunge qualche elemento di novità in ogni progetto. Questa volta ad esempio, si vocifera che durante le riprese fossero stati invitati una serie di “blogger-inviati speciali”, oltre che gente comune, cui è stata data una cybershot o una handycam per filmare e fotografare quanto accadeva attorno a loro. I contributi poi sarebbero stati raccolti ed integrati nello spot. Non tanto user generated content quindi, quanto interazione e co-produzione, oltre che una pregevole azione di pr e blogosfera con l’obiettivo di creare un gruppo di fedeli sostenitori.
Infine, a livello strategico e concettuale, vale la pena registrare un cambiamento importante: questa volta dal mondo del colore di Bravia, si passa a quello delle immagini di Cybershot e Handycam. È molto interessante rilevare quindi come l’approccio strategico a questo stile di comunicazione da parte di Sony si stia allargando anche ad altre categorie, lavorando quindi anche a livello di brand in maniera coerente ed organica.





