Come dicevamo ieri, il Superbowl è una grande opportunità per un brand di farsi conoscere, ri-conoscere e stimare da una platea vastissima. Ma è anche un rischio: quello di un flop gigantico dinanzi a milioni di telespettatori. Boom o crack? Le storie sono diverse:
1984: Apple va on air con uno spot che andrà in onda una sola volta nella storia e segna indelebilmente il suo posizionamento di cultura alternativa al PC.
2007: Snickers esce con uno spot che scatena le reazioni di Gay e associazioni di difesa dei diritti umani che accusano il brand di omofobia, al punto che anche quello spot non è mai più andato in onda, ma per ragioni ben diverse da quelle di Apple.
2006: Dove fa iniziare tutta la sua campagna sulla bellezza autentica proprio con uno spot nel SuperBowl che parlava di auto-stima nelle ragazzine: è l’inizio di un nuovo corso per il brand, di cui tutti conosciamo poi l’evoluzione e i risultati.
Tra i brand nel line-up del break 2008, oltre ai soliti Bud Light, Pepsi Cola e Chevrolet, ci sono 2 interessanti novità: un ritorno e una new entry assoluta ma dal significato inequivocabile.
Victoria’s secret, ritorna al SuperBowl dopo 9 anni, nel tentativo di rivitalizzare il proprio brand.
Tide, uno dei marchi storici di P&G, farà per la prima volta la sua apparizione al Superbowl (e P&G c’è stato solo altre 2 volte con altri marchi). E la ragione di questa entrata non è tanto nel fatto che è un evento “must-be-in”, concetto che non appartiene a P&G, quanto piuttosto che l’audience del SUperbowl è cambiata considerabilmente nel tempo e oggi quasi la metà degli spettatori sono donne. Un’opportunità quindi, per parlare a 45 milioni di loro, un’occasione che P&G non poteva certamente trascurare. Dopo i successi di Cannes, è difficile dire se il brand sceglierà un ingresso soft e composto nell’evento, o spingerà sull’acceleratore per lasciare il segno.
Ma il Superbowl si dimostra anche un evento sensibile e attento ai cambiamenti di scenario: l’anno scorso Doritos lanciò forse il più grande concorso di user generated content della storia, che si chiuse con l’on air durante il Superbowl dello spot prodotto da un consumatore. Quest’anno la scelta di aprirsi a Myspace. Ma anche l’apparire di operazioni teaser da parte di brand come Bud Light che lanciano su Youtube un’anticipazione di quello che sta per arrivare (grazie mizioblog per la segnalazione):
Infine digitate “superbowl commercial XLII” sul Cerca di youtube e vedete cosa appare.
last but niot least: per tutti quelli che vogliono farsi un’indigestione di spot da Superbowl, visitate superbowl-ads.com, l’archivio di tutti gli spot dal 1988 ad oggi.
1984: Apple va on air con uno spot che andrà in onda una sola volta nella storia e segna indelebilmente il suo posizionamento di cultura alternativa al PC.
2007: Snickers esce con uno spot che scatena le reazioni di Gay e associazioni di difesa dei diritti umani che accusano il brand di omofobia, al punto che anche quello spot non è mai più andato in onda, ma per ragioni ben diverse da quelle di Apple.
2006: Dove fa iniziare tutta la sua campagna sulla bellezza autentica proprio con uno spot nel SuperBowl che parlava di auto-stima nelle ragazzine: è l’inizio di un nuovo corso per il brand, di cui tutti conosciamo poi l’evoluzione e i risultati.
Tra i brand nel line-up del break 2008, oltre ai soliti Bud Light, Pepsi Cola e Chevrolet, ci sono 2 interessanti novità: un ritorno e una new entry assoluta ma dal significato inequivocabile.
Victoria’s secret, ritorna al SuperBowl dopo 9 anni, nel tentativo di rivitalizzare il proprio brand.
Tide, uno dei marchi storici di P&G, farà per la prima volta la sua apparizione al Superbowl (e P&G c’è stato solo altre 2 volte con altri marchi). E la ragione di questa entrata non è tanto nel fatto che è un evento “must-be-in”, concetto che non appartiene a P&G, quanto piuttosto che l’audience del SUperbowl è cambiata considerabilmente nel tempo e oggi quasi la metà degli spettatori sono donne. Un’opportunità quindi, per parlare a 45 milioni di loro, un’occasione che P&G non poteva certamente trascurare. Dopo i successi di Cannes, è difficile dire se il brand sceglierà un ingresso soft e composto nell’evento, o spingerà sull’acceleratore per lasciare il segno.
Ma il Superbowl si dimostra anche un evento sensibile e attento ai cambiamenti di scenario: l’anno scorso Doritos lanciò forse il più grande concorso di user generated content della storia, che si chiuse con l’on air durante il Superbowl dello spot prodotto da un consumatore. Quest’anno la scelta di aprirsi a Myspace. Ma anche l’apparire di operazioni teaser da parte di brand come Bud Light che lanciano su Youtube un’anticipazione di quello che sta per arrivare (grazie mizioblog per la segnalazione):
Infine digitate “superbowl commercial XLII” sul Cerca di youtube e vedete cosa appare.
last but niot least: per tutti quelli che vogliono farsi un’indigestione di spot da Superbowl, visitate superbowl-ads.com, l’archivio di tutti gli spot dal 1988 ad oggi.





