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venerdì, 30 novembre 2007
Il recente post sul futures of entertainment2, mi ha aperto gli occhi su un mondo a me totalmente sconosciuto ma che indubbiamente rappresenta un’interessante espressione del web2.0: il vidding, i vids e i vidder.  In breve: i vids sono dei video musicali prodotti da fans di un certo film, programma televisivo o soprattutto tv shows (es. highlander, buffy, ecc…): si prendono le migliori scene di un film e si rimontano in maniera originale accompagnate da un pezzo musicale che si reputi adatto a trasmettere le proprie emozioni e passioni per quel dato film. La scelta delle immagini, lo stile nell’editing e la musica sono le 3 variabili che entrano in gioco e che fanno del vidder un creatore di user generated content a tutti gli effetti. Vidding ovviamente è tutto ciò che attiene a questo mondo. I vidder sono gli autori e gli appassionati di questo genere, che usano questa tecnica e questo contenuto per testimoniare “something deeply felt about the show”. La cosa più interessante che ho scoperto su questa pratica è come essa risalga ai tempi antichi, a prima ancora di internet, quando arrivarono sul mercato i videoregistratori vhs. Siamo nel 1975 quando Kandy Fong, primo vidder  in assoluto, si cimentò con il suo show preferito: Star Trek. Si trattava di uno slideshow con una base musicale. È incredibile pensare a come in fondo certi comportamenti siano sempre esistiti, e il digitale e youtube in questo caso, altro non siano diventati degli enabler e facilitatori di processo, ma la pulsione è decisamente antecedente e fortemente umana. Ultima curiosità: la maggior parte dei vidder sono donne, con un passato nel mondo della produzione, notoriamente femminile. Non solo, ma tutte vivono in uno stato di pseudo-anonimato e si fanno conoscere solo per nickname, a causa del timore e dei rischi di denuncia da parte delle major per le questioni legate al copyright.

È il caso di Luminosity, vidder dal 1996 e riconosciuta da molti come una delle più talentuose produttrici di vids. Se volete saperne di più, qui trovate l’intervista via e-mail che ha rilasciato al New York Magazine.

Io invece vi propongo per arrivare con leggerezza al weekend, 2 dei suoi lavori migliori e tanto declamati: vogue/300 e women’s work. A voi il compito di risalire ai 2 film cui si ispira… per il primo non ci sono dubbi, sul secondo voglio vedere quanti ci arrivano…





Buon we
postato da: mwhite alle ore 17:06 | Link | commenti
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categoria:consumer generated content, vidding