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venerdì, 30 novembre 2007
Immagine 2















Prima di raccontarvi della mia mattinata al Marriott a Milano, ho promesso che avrei aperto questo post con un video rivoluzionario che ci propone, finalmente e una volta per tutte, la vera e unica teoria alla base del web 2.0. E' un po’ come se ci trovassimo di fronte all’Hawkins della rete, che ci espone con lucidità e chiarezza la teoria quantistica del web2.0:



 L’autore è Daniele Alberti, su cui ritorneremo anche dopo, un personaggio veramente singolare e illuminato, forse perfino"folgorato", grande innovatore della rete e persona di lucida follia. Insomma, quello che oggi veramente ci vuole per ideare, progettare e sviluppare progetti innovativi web 2.0 e oltre.


Veniamo invece alla conferenza.
Stamattina ho avuto il piacere di aprire la seconda giornata di lavori della conferenza Web2.Oltre: "il web 2.0 al servizio del marketing e della comunicazione”, con un intervento che parlava di viral marketing e di come utilizzare i fenomeni virali per promuovere il proprio prodotto.

Per dirla tutta, al mio posto doveva esserci Jimmy Maymann, ceo di Goviral, ma purtroppo l’influenza l’ha messo ko e, dato il rapporto di partnership che abbiamo con loro, l’ho sostituito. Non avevo la claque, ma le voci dicono che l’intervento è stato molto apprezzato  E'  stata anche l’occasione per rendere ufficiale la relazione tra ebolaindustries e goviral, per cui noi siamo i country representative di goviral in Italia e fungiamo da sensore locale e da project manager sui progetti from italy. Naturalmente l’expertise e lo svolgimento di tutte le attività di seeding resta una loro competenza esclusa. Chiusa parentesi.

Le due giornate sono state animate e moderate dal sempre inappuntabile e spumeggiante Marco Camisani Calzolari come moderatore sul palco, e da Elena Di Cioccio  (le iene e radio deejay vi dicono niente?) quale bellissima e ironica istigatrice di domande e provocazioni da parte del pubblico. Terminato il mio intervento durato circa mezz’ora, ho deciso di restare ad ascoltare gli altri panelists della mattinata per capire meglio il profilo dell’evento e cosa si dicesse sul web 2.0 che ancora non sapessi.

Devo riconoscere che al di là di molte cose già note, la mattinata ha riservato alcune sorprese molto interessanti, in particolare i progetti myminutes sempre opera di Daniele Alberti, il primo esempio di progetto i cui proventi diventano il venture capital di altri futuri progetti su internet, e zopa, quando il prestito non te lo danno le banche ma una community di privati e l’intervento forte e anche eroico di Stefano Vitta. Non solo, ma ho avuto modo di apprezzare il lavoro e i risultati che il corporale blogging di alcune aziende, Ducati su tutti, sta iniziando a portare.

Ma soprattutto, mi sono rimaste 2 forti sensazioni addosso:
  1.  la prima riguarda la platea, oltre 50 manager di aziende italiane che sembravano essere tornati sui banchi di scuola, ma con la voglia e la curiosità di chi finalmente ha raggiunto la consapevolezza della portata dei cambiamenti in corso e ha deciso di rimboccarsi le maniche e andare a cercare le nuove soluzioni di cui a bisogno.

  2. La seconda mi porta direttamente all’oggetto della conferenza: il web2.0 e come oggi si stia creando un vero e proprio universo di opportunità, tutte da inventare e potenzialmente sempre diverse le une dalle altre, partendo dal concetto di condivisione di idee e contenuti e di co-creazione. Le mie sensazioni relative al fatto che il virale diventerà sempre più uno dei possibili tool di un nuovo communication mix non convenzionale e digitale, ma non la sola e unica killer application, si stanno rivelando sempre più reali. Non solo, ma sta facendosi strada una nuova cultura del progetto, che ci impone, prima di pensare alle forme e quindi anche alle soluzioni media-related, di concentrarci pesantemente sugli elementi di progettualità e contenuto di una comunicazione, che poi tanto comunicazione più solo non è. Siamo prossimi ormai a situazioni in cui la comunicazione diventerà contenuto a tutti gli effetti, e i brand producer di contenuti informativi e di intrattenimento.

Stiamo a vedere…
postato da: mwhite alle ore 00:01 | Link | commenti (3)
Commenti
#1   01 Dicembre 2007 - 17:12
 
Eroico mi sembra esagerato :)
utente anonimo

#2   03 Dicembre 2007 - 09:12
 
forse sì, ma ho condiviso e apprezzato la visione lucida e ahimè sconsolante di un'Italia che non sa condividere le idee, non sa lavorare assieme, ma continua a riempirsi la bocca di web 2.0 :*
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mwhite

#3   04 Dicembre 2007 - 17:03
 
Bravo, bel post. Solo lasciami aggiungere che oltre a Zopa in Italia c'è anche Boober per i prestiti peer-to-peer e il social lending. Il sito è www.boober.it, sono già operativi e hanno già erogato il primo prestito p2p. Loro dicono il primo in Italia ma questo non lo so... è certo che Zopa mi sembra un po' impantanata ora come ora, speriamo si sveglino.
utente anonimo

Commenti

categoria:conferenze, web 20