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lunedì, 08 ottobre 2007
Immagine 2Da quando siamo entrati nell’era degli user generated content diventa sempre più difficile capire se un video che circola in rete sia veramente opera spontanea del genio e talento di un user come tanti, oppure se rientri nell’illuminato disegno di comunicazione di un brand. Il primo caso, ci porta spesso allo spoof, ovvero alla parodia di un brand e del suo messaggio. Gli spoof sono sempre esistiti è vero, oggi è solo molto più facile e democratico realizzarli e farli circolare. Certo, omettevo il fatto che notoriamente gli spoof hanno una connotazione irriverente e vogliono “sfottere” il brand in questione, ma rimane il fatto che lo sforzo dell’autore per pensare, progettare e realizzare una cosa del genere sia un segnale evidente che il brand e il suo messaggio non stanno passando inosservati. A prescindere quindi da quanto denigratori possano essere nei confronti di un brand, rimane il fatto che gli spoof sono pur sempre una manifestazione di interesse e di attaccamento alla maglia.

Gli ugc invece, quelli spontanei intendo, sono secondo me più blandi sul piano dell’irriverenza e del contenuto polemico o parodistico, ma acquisiscono punti sul piano della creatività e della lateralità. Pensiamo ai casi di Dove in “evolution of beauty” ), oppure ancor più recentemente del Gorilla Remix.

Quando invece c’è la regia di un brand dietro a tutto, sappiamo per esperienza che l’operazione, per quanto rilevante e coinvolgente, perde un po’ di spontaneità e con essa di imprevedibilità. Di fatto, volenti o nolenti, diventa un esperimento controllato.

Vi voglio allora sottoporre all’attenzione questo divertentissimo video in cui mi sono imbattutto nei giorni scorsi: spoof o ugc? E ancora: ugc spontaneo o produzione by Nike?

Il video sembra una parodia del mondo Nike+, con un invito a seguire le gesta eroiche ma molto “umane” di Yuri Gallegos (lontano parente della nostra Clara Gallego!!!). Si dice che sia opera di Nike stessa,  il che renderebbe l’operazione veramente molto interessante:  Nike, che da sempre si è posta come un brand serio e molto competitivo, anche quando si è lanciata in operazioni ugc o virali come su nikefootball o con la traversa di Ronaldinho, sembra fare un passo ancora oltre imparando a prendersi in giro. Insomma, dopo tanto, Nike potrebbe svelare con quest’operazione un addolcimento del suo nucleo, dimostrando che nonostante tenda sempre a mettere l’asticella molto in alto per tutti, in fondo è come uno di noi, sa prendersi in giro, sa riconoscere che siamo uomini prima ancora che atleti.

Se invece fosse uno spoof, cosa che comunque dubito, certamente è molto ben fatto e quindi se fossi Nike cercherei di conoscere l’autore, ma non sarebbe il primo né l’ultimo che un brand magnetico come questo si vede recapitare. È interessante come il video si leghi alla community di nikeplus e apra quindi ulteriormente le porte ad un’ulteriore buzz e contaminazione.
postato da: mwhite alle ore 13:59 | Link | commenti (5)
Commenti
#1    09 Ottobre 2007 - 14:18
 
Vorrei lanciare una piccola proposta chairificatrice: perchè non chiamiamo i contenuti generati dai consumatori "su richiesta e/o stimolo diretto delle aziende" user generated marketing ? Tanto per distibguerlo dai contenuti che invece sono il prodotto di un'attività totalmenet spontanea ? Intendiamoci, non è per fare classifiche dei contenuti di serire A e di serie B, è proprio per uan maggior chiarezza sulle dinamiche della generazione dei contenuti. Esagero ?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente enricoquorum

#2    09 Ottobre 2007 - 16:56
 
@enrico
la proposta è corretta nei termini, ma credo non ci porti molto lontani... ovvero, quanti sono i contenuti veramente spontanei e prodotti liberamente dagli utenti oggi? E come fare a decifrarli veramente? solo nel caso in cui non siano affatto brandizzati o con qualche allusione di mktg, potremmo pensare che siano free.
La mia impressione è che lo stimolo da parte dei brand faccia parte del gioco. Potremmo discutere sulle regole d'ingaggio di queste ultime, ma è tema per un altro discorso...

white
utente anonimo

#3    09 Ottobre 2007 - 20:55
 
Vero White, c'è probabilmente una "zona grigia" nel senso cui ti riferisci. Ed è anche probabile che il mio punto di vista è quello del comunicatore "puro" (per dirla come Mizio) e quindi mi interessa anche il lato per così dire "analitico", di valutazione. Tuttavia resta il fatto che il significato del video autoprodotto per un concorso, e il post del progammatore che mette a disposizione di tutti del codice per risolvere un problema, sia ben diverso. Ribadisco, come ho scritto in un post sull'argomento, che non c'è nessun giudizio "di valore" in questa distinzione, ma mi preme solo coglierne le diverse valenze e i diversi processi che hanno generato i contenuti. Enrico
utente anonimo

#4    11 Ottobre 2007 - 06:59
 
Il viral di Nike+,

[..] Alcuni dicono che si tratti di uno spoof, altri di un ucg. Secondo me è semplicemente l’ultimo viral di Nike+. Se volete approfondire l’argomento (o almeno volete scoprire cosa diavolo significano termini come spoof o ucg ;-), c&rsqu [..]
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#5    11 Ottobre 2007 - 19:30
 
UGC, viral marketing, spontaneità o stimolazione: le definizioni contano?

[..] Il post dei giorni scorsi su spoof o ugc ha aperto una piccola torcida in rete, coinvolgendo direttori creativi, uomini di pr, di marketing e altri blogger che ancora non conosco. Dopo lo scambio di battute tra me, mizio ed enrico, lo scambio &egrav [..]
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Commenti

categoria:virale, consumer generated content