Sono passati un paio di giorni dalla serata dell’Aperitoffee & Planning e non ho ancora avuto il tempo di condividere quanto è accaduto e le mie impressioni. Questa volta però facciamo meglio che con la finalissima del mktg blog playoff, e conteniamo visibilmente il ritardo.La serata è stata secondo me molto positiva, pur se con le attenuanti del caso e la sua natura veramente sperimentale. Mi spiego meglio. Partiamo dalle cose positive. Personalmente, non avrei mai scommesso sul fatto che 15 planner, tra loro molto eterogenei in quanto a tutto, provenienza, esperienza, aspettative, sogni magari, si muovessero per partecipare ad un qualcosa dal profilo ancora molto indefinito ma, si spera, incuriosente. Se poi pensiamo che i 15 rappresentavano tra il 10 e il 20% dei planner italiani e che il preavviso è stato molto molto breve, e che, si sa, noi planner conduciamo una vita molto indaffarata, allora la notizia dovrebbe essere di quelle da prima pagina. Insomma, la sensazione era di quelle buone: c’è la voglia di fare qualcosa, di vedersi in faccia, di uscire dal guscio per connettersi e farsi sentire.
Ancora una volta, credo che la curiosità, virtù di ogni planner, abbia avuto il sopravvento su tutto il resto!!!
Certo però non è stata una serata trionfante o in cui si è scritta la magna charta del planning italiano. Ma non credo ci fosse affatto questa aspettativa. Almeno da parte mia. Va detto però che non è stato facile parlarsi, x’ come al solito posti come questo, consentono di stare assieme ma non facilitano le chiacchiere, visto anche il numero non piccolo di persone. Non solo, ma è anche chiaro che non basta trovarsi e mangiare una pizza per fare gruppo o per costruire qualcosa assieme. Anzi, se lo rifacessimo tra 1 settimana, solo per il gusto di ritrovarci, rischieremmo di essere la metà.
I contenuti, i modi e le motivazioni per cui ci si vuole ritrovare sono imprescindibili e vanno definiti al più presto. Per cui posso capire anche se qualcuno non è rimasto del tutto entusiasta della serata, faticando magari di più a sentirsi coinvolto in ciò che si diceva.
Una considerazione più ampia, a corollario è che l’aperitoffee ha bisogno di una dimora stabile, una casa non nel senso di un’abitazione ma di un luogo adatto ad ospitare, una specie di salotto.
Comunque, per tutti i planner che c’erano e non c’erano, mi sembra molto positiva l’intenzione di fare qualcosa e di farla seriamente. Trovo corretto e giusto che si cerchi di coinvolgere più persone possibile e soprattutto chi, il planning, in italia ha contribuito a farlo con il suo lavoro tutti i giorni. Tutto il resto è ancora da definire e avremo tutti modo di far valere la nostra opinione e esprimere come ci immaginiamo possa essere un’apg italia. Alcuni di noi si ritroveranno per abbozzare una traccia dei macro-obiettivi su cui convergere, altri stanno facendo una sorta di censimento dei planner in Italia, altri stanno sondando il terreno… appuntamento tra un mese circa, speriamo con tante novità.
Nel frattempo, l’Aperitoffee tornerà alla sua veste normale e riedita con le nuove regole. Si potrebbe fare qualcosa la settimana dell’11 giugno, giusto prima di Cannes. Se qualcuno ha dei suggerimenti sul tema della serata si faccia avanti. Io un paio d’ideuzze ce l’ho. Ma aspetto anche le vostre.
postato da: valerioblog alle ore 17:45 | Link | commenti (2)
categoria:planning, aperitoffee
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