
Da più di una settimana a questa parte si continua a parlare del lancio della
nuova 500.
Quel sogno misto a desiderio che tutti aspettavamo e che un po’ nostalgicamente abbiamo cullato per lungo tempo si è avverato. Ne hanno parlato tutti: televisioni, giornali, riviste, gente comune.
Un evento del genere non poteva chiaramente passare inosservato agli occhi spesso cinici e impietosi dei blogger di molteplici mondi, dai motori al marketing e alla pubblicità, e soprattutto agli occhi degli utenti della rete. 2 spunti interessanti e complementari tra loro arrivano da
Gianluca e da
Mizio.
Anch’io, com'era inevitabile mi sono fatto un’opinione, che dopo varie considerazioni ho voluto intitolare come
“la mia wishlist per la 500”, in quanto complessivamente
ritengo il progetto un’opportunità mancata da parte di Fiat.
Ma andiamo con ordine e partiamo dai fatti, 2 su tutti che riassumono e posizionano a tutti gli effetti la 500 agli occhi del pubblico:
- la campagna televisiva di lancio, con i 3 spot che potete rivedere su youtube: 500.
- la tanto “chiacchierata” dichiarazione di Marchionne che dice: “siamo la Apple delle auto e la 500 è l’ipod”.
Da utente, da persona normale, aspettavo la 500, e l’aspettavo con grande curiosità e affetto. Credo che nessun’altra auto in Italia potesse vantare una carica di benevolenza e positività così elevata e diffusa come quest’auto. “the power of the badge”. Il carisma e il fascino emanato da questo marchio erano altissimi, tali forse da renderlo uno dei 10 marchi-modelli di automobile più iconografici e ricchi di emozionalità al mondo. Tant’è che il ricordo è rimasto vivido e forte per tutto questo tempo dopo la sua uscita dal mercato. È stata l’auto della mia infanzia, ci sono cresciuto dentro, sono stato scarrozzato in lungo e in largo dai miei genitori per molti molti anni. Tanti ricordi, tutti belli.
Ma si può vivere di ricordi? Improvvisamente mi ritrovo di fronte ad una campagna di lancio che mi riproietta nel passato e fa leva sui miei ricordi, sulla mia nostalgia per rievocare l’affetto e la considerazione nei confronti di una nuova macchina. Ma è la stessa? Mi si chiede di trasferire la benevolenza che avevo per la vecchia 500 nella nuova… così, in nome di cosa o sulla base di quali evidenze? Si fa leva sulla mia italianità, sulla storia del mio Paese per propormi qualcosa di nuovo e lungamente atteso ma che così rischia di sapere già di vecchio. Come fa la Fiat a essere così sicura che io, consumatore 2.0, cinico e desideroso di sano protagonismo, sia pronto a convertire la stessa benevolenza che avevo per la vecchia 500 in altrettanta per quella nuova? Oppure l’obiettivo è fare della 500 l’auto della grey generation, degli over 65 desiderosi di tornare alla “Dolce Vita”? Da consumatore, trovo che il modo in cui mi viene presentata la nuova 500 sia un po’ “ruffiano” e manchi totalmente di contemporaneità. Sottolineo: non di modernità, ma di contemporaneità.
E questo mi porta alla seconda considerazione, quella da uomo di comunicazione e di marketing. La 500 potrebbe veramente essere l’ipod delle auto, ma non perché ipod rappresenta il colore e il divertimento. Questo è uno dei suoi aspetti più visibili, ma la rivoluzione dell’ipod si chiama integrazione perfetta tra tecnologia e design. Ipod è stato nella sua categoria una killer application, un concentrato di tecnologia e design secondo a nessuno, introduttore di una serie di novità che nessun altro prodotto concorrente aveva pensato prima. E dove ritrovo tutto questo nella nuova 500? Nelle decalcomanie che posso attaccare sul tettuccio o sulle bandelle laterali oppure nei coperchi intercambiabili e colorati delle chiavi? Non vorrei sembrare intransigente, ma mi sembra un po’ pochino. Vista e presentata così, la nuova 500 rischia di passare come un giocattolino, un prodotto depauperato privo di specificità tecniche e/o tecnologiche e di design tali da renderla ancora qualcosa di unico e irripetibile. Tanti gadget, ma poca attenzione sulla sostanza, sulla sua appunto contemporaneità anche di prodotto.
Allora, dopo tanto commentare, come me la sarei immaginata questa grande opportunità?