Chi mi conosce sa quanto sia una persona esigente e dagli standard elevati. A volte credo perfino che il mio DNA contenga un cromosoma planner, tanto che mi aspetto che il mondo dei brand reali con i quali mi relaziono quotidianamente come individuo rispondano sempre come dovrebbero. Chi mi conosce, sa anche quanto la mia relazione con la finanza ed il denaro sia, per così dire, estemporanea piuttosto che pragmatica. Non sono uno sprecone, non prendo rischi azzardati, non sono indebitato fino al collo, ma al tempo stesso non sono affatto un bravo pianificatore o una persona che sa far fruttare i soldi. Il mio rapporto con il denaro è utilitaristico e tendo a vivere tutto come investimento piuttosto che come spesa ;) Infine, chi mi ri-conosce sa anche quanto sia una persona restìa a riconoscimenti pubblici o celebrazioni dai toni altisonanti, ma piuttosto mantenga sempre un certo “low profile” nelle cose di cui parlo.
Tutta questa premessa per raccontarvi di una circostanza accadutami ieri, totalmente inaspettata e che mi ha spinto a scrivere ciò che segue.
Il titolo del post richiama una recente campagna di una qualche banca, ma sostanzialmente ribadisce una delle recenti tendenze nella comunicazione bancaria, volta ad evidenziare la specialità che ciascuna banca ritiene di avere nel proprio rapporto con la clientela. Un tema annoso e difficile, rispetto al quale ciascuno di noi vive profonde frustrazioni e grandi incazzature. Quanti di noi infatti, finiscono con il sentirsi degli perfetti sconosciuti correntisti e trattati senza considerazione dall’impiegato allo sportello o dal direttore di fialiale (che oggi rimane un impiegato allo sportello), a meno che non abbiamo cifre esagerate in deposito?
Questa volta però, la mia esperienza personale è diversa e la mia banca è proprio differente, tanto che ho deciso di rendergliene pubblico merito.
L’episodio è semplice ma esplicativo: banca Fineco è la mia banca online. Stanco degli invertebrati da sportello, ho preferito la banca in cui faccio tutto da solo, tramite l’online. Alcuni giorni fa ho dovuto fare un pagamento tramite bonifico abbastanza sostanzioso. L’operazione è semplice e tutta online. Non solo, ma è gratuita e nell’istante in cui clicchi l’ok a procedere sulla finestra del monitor, in quello stesso istante ti squilla il telefono con un sms che ti informa dell’operazione. L’aspetto peròveramente interessante, oltre a questa sorprendente efficienza tecnologica, è che ieri ho ricevuto una telefonata dal servizio clienti di Fineco, una specie di doppio controllo per verificare che, vista la cifra del bonifico, fossi al corrente dell’operazione. Tutto molto discreto, una semplice chiamata di controllo. Non solo fredda tecnologia, ma improvvisamente anche la rassicurazione di qualcuno dall’altra parte che usa la testa e il buon senso, e prevede una procedura per cui l’interfaccia tecnologica viene comunque assistita dal cervello umano: “sarà il sig. franco effettivamente al corrente dell’operazione? Meglio controllare”.
Per me un’esperienza che vale più di 1000 campagne pubblicitarie. Un gesto semplice, un’attenzione, una conferma. Questo è dove molte banche ancora non sono arrivate, ma contiuano ad inondarci di grandi promesse, zerotondi e altre balle varie.
Complimenti a banca Fineco.









Continua a nevicare! Incredibile ma vero... Il secondo giorno sta per cominciare e oggi si parlerà soprattutto di design, entertaiment e user generated content. Poi il pomeriggio verranno esposte case history particolarmente interessanti per Google, British Airways e Nissan. Infine la presentazione delle shortlist e la consegna degli awards.
Una delle più grandi preoccupazioni, talvolta quasi paranoiche esasperazioni, di un planner è l’aggiornamento: l’essere al passo con le ultime tendenze ed evoluzioni in atto nella società e tra i consumatori. La caccia ai trend, a ciò che è “cool”, "uncool", “hot” o addirittura il riuscire ad “anticipare i fenomeni” che verranno, sono sicuramente un pensiero sempre presente nella mente di uno strategic planner e sono altresì una molla comportamentale molto forte.
. In pratica, la sua considerazione è che questo tipo di approccio rischia di rendere il trend così individuato, formattato , descritto e brandizzato con un bellissimo neologismo, null’altro che un insieme di concetti di marketing, già vecchi e desueti nel momento in cui vengono pubblicati. Per contro, Grant invita tutti a osservare di più e meglio la realtà, come fonte primaria della nostra conoscenza. Anzi, si spinge anche un po’ più in là e offre una specie di suggerimento, quantomeno da provare…
Da domani farà il suo esordio nella redazione di ebolablog una nuova figura, MrsPurple. Una collaboratrice, una nuova voce, una giovane indagatrice dei fenomeni di comunicazione meno consueti e più non convenzionali. Non mancate allora domani al suo primo appuntamento su
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